La Bicocca è stata la mia prima tappa dalla Brianza e tutt’ora è l’università dove insegno e faccio ricerca sociale. L’Isola, quando ancora non c’era il Bosco verticale, è diventata il mio secondo quartiere milanese da studentessa fuori sede. Ora è la casa dove ho scelto di vivere da quasi 15 anni e in cui è nata e cresce felice mia figlia. 

 Non ricordo con precisione quando ho capito che l’impegno della “città a 15 minuti” fosse un obiettivo da prendere alla lettera anche nelle mie scelte di vita future, passare dal Consiglio comunale al Municipio era un pensiero che mi girava in testa più o meno da quando il virus ha travolto le nostre esistenze e le nostre abitudini. Potrebbe sembrare un passo indietro nelle gerarchie della politica. Io penso, invece, che sia un passo avanti. Un passo verso i cittadini e l’istituzione a loro più vicina. Un passo verso il lavoro di costruzione di prossimità e di condivisione necessario per rendere ciascun quartiere della città un nuovo “centro” di Milano. 

Ora che la coalizione di centrosinistra mi ha ufficialmente scelta come candidata presidente sono davvero felice e – insieme – sento una responsabilità grandissima da condividere con tanti e tante. Nelle prossime e poche settimane di campagna elettorale c’è bisogno del contributo e delle idee di tutti. Sì, anche di te che stai leggendo questo post e che hai sicuramente almeno un amico nel Municipio 9.

Ho spesso scelto di occuparmi di temi non di prima fila e difficili come carcere, welfare di prossimità, parità di genere ovunque anche nello sport, mobilità sostenibile e condivisa, salute mentale. Partire dagli ultimi e dalle cesure per oltrepassare le frontiere e non escludere nessuno, ascoltare anche le ragioni degli altri. Questo per me significa in estrema sintesi fare politica da sinistra: avere chiari gli obiettivi generali, i valori e le grandi idealità, per farli vivere nella quotidianità. Vuol dire costruire un lavoro che, dalla riconnessione minuta e dalle questioni all’apparenza meno rilevanti, disegni la visione globale della Milano che verrà. Una Milano davvero inclusiva, accessibile e permeabile che combatta le disuguaglianze, che offra opportunità, che si faccia carico della questione dell’abitare come diritto per tutti e tutte, che valorizzi lo spazio pubblico e lo renda vivo e vivace in ogni quartiere. 

Vorrei infine e soprattutto che nel nostro e mio Municipio si battano le destre. In questo caso, più che di innovare, si tratta di un recupero delle buone tradizioni della zona nord che a Niguarda aveva – addirittura – riconquistato la libertà il 24 aprile e che era l’unico ad avere un’ottima presidente già ai tempi della Moratti.

TORNIAMO VICINI, a partire da queste settimane in cui avrò tanto bisogno di aiuto, proposte, impegno, idee e – perché no – anche critiche schiette, e ANDIAMO LONTANO, insieme!